Acque e idrocarburi, alcuni chiarimenti

In un comune del Monferrato, dove abbiamo installato alcuni erogatori d’acqua, è stata riscontrata la problematica degli idrocarburi nell’acqua distribuita dall’acquedotto, seppur presenti entro i limiti di legge, come da analisi allegate. La domanda che ci è stata posta da alcuni clienti è se il carbone attivo, presente come trattamento nei nostri impianti, può trattenere queste sostanze.

Risposta:
La presenza di idrocarburi disciolti ed emulsionati nell’acqua potabile è causata essenzialmente da inquinamenti da prodotti petroliferi, mentre la presenza di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) deriva dalla combustione o da altri prodotti petroliferi e la loro presenza nelle acque può essere dovuta a contaminazioni delle acque grezze o da cessione da parte dei rivestimenti bituminosi delle tubazioni.

A tal proposito il Dlgs 31/2001 prevede il controllo del parametro benzene (1,0 mg/l) e degli IPA (0,1 mg/l, valore inteso come somma delle concentrazioni dei composti specifici).

Per quanto riguarda gli impianti di trattamento dell’acqua al punto d’uso, va sempre precisato all’utilizzatore che non sono da intendersi come potabilizzatori e vanno installati per il trattamento di un’acqua già potabile in partenza. Tuttavia l'azione specifica di alcuni elementi filtranti può risultare efficace nella rimozione di sostanze indesiderate eventualmente presenti nell'acqua di rete. Nel caso degli idrocarburi (che dall'analisi allegata risultano peraltro essere presenti nell’acqua di rete in concentrazioni del tutto irrilevanti) sono sostanze che vengono efficacemente rimosse con i carboni attivi, sia in generale che nei composti specifici come il benzene e il toluene.