L'addolcimento delle acque

L'acqua che l'uomo preleva da sempre per i suoi utilizzi dalle falde o dalle sorgenti contiene disciolte sostanze di varia natura che debbono essere a volte eliminate siano esse inquinanti o elementi indesiderati nei cicli di utilizzo finale. Nel caso di nostro interesse i sali di calcio e magnesio disciolti che ne costituiscono la cosiddetta “durezza totale” in presenza di un aumento anche modesto della temperatura già a 35°C a cui deve essere sottoposta l'acqua, i bicarbonato di calcio e magnesio che sono naturalmente in equilibrio con i carbona di calcio e magnesio e con l'anidride carbonica, provoca il liberarsi di parte dell'anidride carbonica con conseguente sbilanciamento dell'equilibrio precedente.

La reazione chimica che ne scaturisce fa si che per ripristonare calcio e magnesio in carbona di calcio e magnesio, si formano sostanze poco solubili e che tendono a precipitare formando l'incrostazioni denominate "calcare". La durezza viene misurata ed espressa comunemente in par per milione (ppm) di carbonato di calcio; nell'uso più frequente si utilizza come unità di misura il grado francese °Fr, dove 1 °Fr corrisponde a 10 ppm di carbonato dì calcio mentre esistono altre unità di misura internazionali in uso che sono il °Dt grado tedesco o Grains americani che sono equiparabili in base a tabelle di conversione.

Le resine che permettono l'azione di addolcimento sono sostanze organiche prodotte artificialmente che hanno la prerogativa di avere un gruppo funzionale "mobile", ovvero una parte che è in equilibrio chimico tra la resina stessa e gli ioni disciolti nell'acqua e sono definite come resine scambiatrici di ioni cationiche forti funzionanti in ciclo sodico.

Addolcire l'acqua significa che quando dell'acqua contenente calcio e magnesio attraversa una resina in forma sodio, questi vengono trattenuti e scambiati con il sodio presente, il cui carbonato è perfettamente solubile e non determina precipitazioni di sorta. Una volta esaurita la capacità di scambiare gli ioni incrostanti la resina viene definita "esaurita", e per ripristinare la forma sodio originaria occorre effettuare la rigenerazione dell'addolcitore che avviene facendo attraversare la resina acqua contenente una forte concentrazione di ioni sodio dea “salamoia” (comune sale da cucina ), tale da rovesciare l'equilibrio verso la ricostruzione della resina in forma sodio, con rilascio del calcio e magnesio precedentemente trattenuti e teoricamente questo ciclo può avvenire all'infinito senza alcuna perdita di efficienza.

a cura di Claudio Bacilieri