Perchè si deve clorare? E perché declorare conviene?

Tutti i disinfettanti chimici nello svolgere la loro preziosa azione purtroppo causano la formazione di sottoprodotti di disinfezione. Quando il cloro è usato come disinfettante, si possono formare centinaia di sottoprodotti di disinfezione determina dalla composizione dell'acqua di cui ancora oggi se ne consce circa il 30%. Un indice della loro quantità è il contenuto di carbonio organico totale (TOC) che indica il livello dei predecessori della disinfezione e la concentrazione dei sottoprodotti di disinfezione che si formeranno alla fine dopo l’azione del disinfettante nell'acqua potabile. I trialometani (CHX3) no genericamente come THM furono tra i primi sottoprodotti di disinfezione ad essere sta scoperti in acqua clorata. Queste sostanze si formano durante la disinfezione con il cloro e la disinfezione con disinfettanti clorurati, per la reazione fra cloro e materia organica contenuta nell'acqua e quindi la loro concentrazione è in relazione all’inquinamento presente.


Un gruppo particolarmente importante è quello dei trialometani (THM) formato da cloroformio, bromoformio, diclorobromometano e dibromoclorometano; tali composti vengono considera come un gruppo unico in quanto si trovano in genere associa tra loro e hanno un meccanismo comune nella loro azione tossica. I THM possono avere effe sfavorevoli sulla salute e mol studi sono oggi in corso per chiarire meccanismi d’azione ed effe a lungo termine; a tolo cautelavo è opportuno contenerne la presenza senza però compromettere mai l'efficacia del processo di disinfezione; infatti, come ribadito costantemente dall'OMS, il rischio per la salute derivante da contaminazioni microbiologiche è di gran lunga più elevato di quello derivante dalla presenza di THM nei quantitativi indica dalla normativa vigente. La loro rimozione è tuavia semplice affidandosi alle capacità di adsorbimento del carbone avo che deve essere di buona qualità e installato il più vicino possibile al punto d’uso se sprovvisto di azione batteriostatica.

LIMITI DI LEGGE E VALORI GUIDA
Il D.Lgs 31/2001 inserisce queste sostanze fra i parametri chimici (Allegato I parte B) e impone un limite di 30 microgrammi/litro (μg/l) per la somma dei valori di cloroformio, bromoformio, diclorobromometano, dibromoclorometano. Tale limite è più restrittivo rispetto al valore di 100 μg/l previsto dall’Unione Europea con la Direttiva 98/83/CE.

Anche l’OMS considera le stesse sostanze prevedendo però valori guida per i singoli composti e per la loro somma; in particolare: Cloroformio: 0.3 mg/l (300 ug/l) - Bromoformio: 0,1 mg/l (100 ug/l) - Dibromoclorometano: 0,1 mg/l (100 ug/l) - Bromodiclorometano: 0,06 mg/l (60 ug/l). La somma dei rapporti fra le concentrazioni delle singole sostanze e i loro valori guida non deve inoltre essere superiore all’unità. Ad esempio la concentrazione di trialometano in acqua superficiale d'estate supera la concentrazione presente d'inverno a causa dall'aumento nella temperatura e del contenuto di materia organica dell'acqua. Le concentrazioni di trialometani è estremamente variabile: ad esempio in acqua superficiale supera solitamente le concentrazioni in acqua fretiaca per i diversi pi di sostanze organiche nell'acqua.

a cura di Claudio Bacilieri