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Intervista a…Enrico VESCHETTI

In questo numero di AIAQ News, per la rubrica “Intervista a…” in cui vengono coinvolti personaggi di rilievo che operano nei settori legati all’acqua, all’ambiente e alla salute, abbiamo intervistato Enrico VESCHETTI, chimico del Dipartimento Ambiente e Salute - Reparto Qualità delle Acque dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Gli abbiamo fatto alcune domande su Legionella pneumophila, di cui sì è sentito poco parlare in questi ultimi tempi a causa della pandemia da Sars-Cov-2, ma la cui presenza nelle reti idriche interne e l’azione infettante non sono diminuite. Oltre alle principali vie di contaminazione, i rischi per la salute umana e le buone pratiche per la prevenzione dei contagi, abbiamo anche cercato di chiarire le differenze tra il batterio della Legionella e il Coronavirus, sia per quanto riguarda l’origine e le modalità di trasmissione che per gli effetti sulla salute, pur essendo entrambi correlati a patologie dell’apparato respiratorio.

 

  1. Il contagio da Legionella continua ancora oggi a rappresentare un pericolo per la salute pubblica, quali sono le cifre più aggiornate dei casi registrati nel nostro Paese?

    Nel 2018 sono stati notificati, all’Istituto Superiore di Sanità, 2.964 casi di legionellosi, registrando un incremento del 47% rispetto all’anno precedente. Tale aumento è riconducibile prevalentemente sia al maggiore numero di test di laboratorio specifici, a cui sono stati sottoposti i soggetti potenzialmente infetti prima di instaurare una terapia antibiotica, sia ad un maggiore rispetto degli obblighi di notifica da parte delle autorità sanitarie. Complessivamente l’incidenza della malattia nel territorio italiano è risultata pari a 49 casi per milione di abitanti; l’età media dei pazienti è stata di 65,4 anni, il 70% dei quali di sesso maschile.

    Di tutti i casi notificati nel 2018, l’84% è stato classificato come di origine comunitaria (vale a dire non nota), il 10% aveva pernottato almeno una notte in luoghi diversi dall’abitazione abituale (ovvero alberghi, campeggi, navi o abitazioni private), il 3,4% era stato ricoverato in ospedale (origine nosocomiale), il 2,2% era residente in case di riposo per anziani, RSA o strutture di riabilitazione, mentre lo 0,1% aveva soggiornato in carceri o in comunità.

    Il 48% dei pazienti affetti da legionellosi presentava altre patologie concomitanti, prevalentemente (ovvero il 76% di quest’ultimi) di tipo cronico-degenerativo (diabete, ipertensione, broncopatia cronico-ostruttiva) e, in misura minore, di tipo neoplastico, autoimmune, infettivo, o per immunosoppressione a seguito di un trapianto (rispettivamente il 16%, il 3%, l’1,8% e l’1,2% dei pazienti con più cause patologiche).

    Escludendo i casi nosocomiali, la durata del ricovero ospedaliero (nota solo per un terzo dei casi) è stata in media di 11 giorni, pur registrando un massimo di 127 giorni.

    Il tasso di letalità dei casi comunitari è stato dell’11%, significativamente inferiore a quello dei casi nosocomiali (il 52%).

  2. Le condizioni ideali per la proliferazione di Legionella possono presentarsi anche in ambito domestico?

    La trasmissione di Legionella avviene quasi esclusivamente per via aerea, inalando particelle di acqua aerosolizzata, come avviene durante la doccia, l’idromassaggio e la climatizzazione degli ambienti. Può capitare, infatti, che il batterio proliferi accumulandosi nelle autoclavi, nelle tubazioni deteriorate da corrosione e biofilm oppure nei filtri dei grandi impianti di condizionamento (che agiscono come amplificatori e disseminatori del microrganismo) e raggiunga i polmoni attraverso le goccioline di aerosol che si formano durante la nebulizzazione.

    Gli impianti con produzione istantanea di acqua calda sanitaria, ovvero quelli con la classica caldaia murale, sono meno soggetti alla presenza di Legionella perché l’acqua calda viene prodotta solo alla necessità, senza dare la possibilità al batterio di accumularsi, a patto che le tubazioni siano poco deteriorate, correttamente isolate e non subiscano influenze termiche da altre fonti. Diversa è la situazione degli impianti con produzione ad accumulo: in questo caso, infatti, l’acqua viene preparata alla temperatura di utilizzo all’interno di un accumulo centrale, creando così l’ambiente idoneo alla proliferazione se non si impiega un adeguato biocida.

    È poco probabile che Legionella proliferi nei normali condizionatori domestici, mentre possono essere un veicolo di trasmissione le fontane e l’acqua usata a scopo decorativo e ricreativo in giardini e aree verdi attigui all’abitazione.

  3. Sappiamo che le strategie per il controllo di Legionella possono essere molto complesse e comprendere l’adozione di barriere multiple; in ambito domestico quali sono gli accorgimenti che il cittadino può mettere in atto per prevenirne la diffusione?

    La prevenzione del contagio consiste nella corretta manutenzione degli impianti idrici per la produzione di acqua calda e dei climatizzatori.

    In particolare, è buona norma adottare i seguenti accorgimenti:

    1. Effettuare periodicamente lo svuotamento, la pulizia e la disinfezione con cloro dei serbatoi di accumulo dell’acqua (in particolare autoclavi e vasche di accumulo).

    2. Provvedere alla manutenzione periodica dei rubinetti e dei diffusori delle docce attraverso un’accurata pulizia, decalcificazione e disinfezione con cloro dei terminali, dei filtri rompigetto e dei rubinetti-filtro (quest’ultimi collocati al di sotto dei lavandini e dei bidet).

    3. Provvedere alla completa sostituzione dei terminali doccia e dei filtri quando risultano deteriorati.

    4. Lasciar scorrere l’acqua calda per non meno di 5-10 minuti prima di utilizzarla, mantenendosi lontano dalla fonte, limitando al minimo la nebulizzazione (ad esempio, appoggiando temporaneamente il diffusore della doccia sulla superfice della vasca o del piatto doccia) e ventilando il bagno.

    5. Ogni 4-5 mesi e, in ogni caso, dopo un periodo prolungato (4 o più settimane) di mancato utilizzo, effettuare la manutenzione straordinaria della vasca idromassaggio, riempiendola con acqua calda fino al raggiungimento dei sensori e, comunque, fino alla copertura di tutte le bocchette in uso. Aggiungere il disinfettante (cloro o altro biocida elencato nel libretto di istruzioni, nelle dosi consigliate dal produttore della vasca) ed avviare l’idromassaggio ad acqua per 15-20 minuti. Svuotare la vasca, pulirla dai residui con un panno, riempirla nuovamente con acqua tiepida (senza disinfettante) ed attivare un altro ciclo di idromassaggio di almeno 15 minuti per espellere eventuali residui.

    6. Proteggere le tubazioni esterne all’abitazione dall’esposizione diretta al sole, in particolar modo per quanto riguarda la rete idrica impiegata per l’irrigazione di orti e giardini.

    7. Nel periodo estivo, evitare di stazionare in prossimità di fonti esterne di emissione di acqua vaporizzata, come ad esempio gli irrigatori automatici o le fontane ornamentali con ricircolo d’acqua.

    Per quanto tali misure non garantiscano che un sistema o un suo componente siano del tutto privi di Legionella, esse contribuiscono a diminuire la probabilità di una contaminazione batterica grave e quindi riducono significativamente la probabilità di contrarre l’infezione.

  4. Legionella non presenta pericoli per la salute se ingerita attraverso l’acqua, al contrario se inalata attraverso l’acqua nebulizzata può causare polmonite e febbre, con rischi legati alla suscettibilità individuale e al grado di esposizione. Pur causando problemi all’apparato respiratorio, come il Sars-Cov2, esistono differenze sostanziali tra la natura e le modalità di trasmissione dei due microrganismi?

    I due microorganismi sono significativamente differenti tra loro sia dal punto di vista strutturale che negli aspetti clinico-diagnostico-terapeutici.

    I virus, come ad esempio il SARS-CoV2, sono gli esseri più elementari e più piccoli che esistano, visibili solo al microscopio elettronico. Posseggono una massa interna contenente il materiale genetico protetta da un involucro proteico, detto capside, spesso circondato da una membrana più esterna, detta pericapside o envelope. A causa della loro struttura minimale non eseguono funzioni metaboliche e non sono in grado di riprodursi autonomamente, ma necessitano delle strutture funzionali presenti all’interno di altre cellule viventi di determinati ospiti. Si comportano, quindi, come parassiti obbligati causando la distruzione delle cellule infettate o, nel caso di alcuni tipi di virus, la loro trasformazione in cellule tumorali. Quando non sono all’interno di una cellula ospite, i virus esistono in forma di particelle indipendenti e del tutto inattive (i virioni).

    Viceversa i batteri, come Legionella, sono microrganismi formati da una sola cellula molto più grande e complessa dei virus (e quindi visibile anche al microscopio ottico), dotata di tutte le strutture necessarie per espletare le funzioni metaboliche fondamentali. Sono in grado di sopravvivere e riprodursi autonomamente nell’ambiente oltre che in vari tessuti dell’organismo ospite. Alcuni tipi di batteri, definiti come commensali, sono comunemente presenti sulla pelle e sulle mucose, non provocano danni all’ospite ma, al contrario, svolgono alcune importanti funzioni metaboliche e di difesa immunitaria. Il loro insieme è noto con il termine di microbiota e la loro presenza è indispensabile al corretto funzionamento dell’organismo ospite. Viceversa, altri tipi di batteri (tra i quali Legionella) sono definiti patogeni in quanto possono essere aggressivi e danneggiare tessuti e organi dell’ospite.

    Come già evidenziato in precedenza, l’infezione da Legionella, ed in particolare quella da Legionella pneumophila, si contrae quasi esclusivamente per via aerea, respirando aerosol contaminato dal batterio. I soggetti più a rischio sono i neonati, i fumatori, gli anziani, i pazienti con diabete o broncopneumopatia cronica ostruttiva e quelli immunocompromessi. A seconda dei sintomi e dell’evoluzione, l’infezione può manifestarsi in diverse forme e dare luogo a due quadri clinici distinti: la Febbre di Pontiac (una forma simil-influenzale che si risolve solitamente in 2-5 giorni) e la Malattia dei Legionari o legionellosi (una forma acuta di polmonite). Tra le complicanze della legionellosi vi possono essere: ascesso polmonare, insufficienza respiratoria, empiema, porpora trombocitopenica e insufficienza renale. La legionellosi extrapolmonare è rara; le manifestazioni comprendono sinusite, infezioni della ferita all’anca, miocardite, pericardite ed endocardite prostetica valvolare.

    Il SARS-CoV-2 è uno dei 7 coronavirus, attualmente noti, in grado di causare malattie negli esseri umani. Nel 2019 è stato identificato come la causa della sindrome respiratoria acuta, nota come COVID-19. La diffusione da persona a persona avviene attraverso il contatto con secrezioni infette, diretto o mediato da superfici contaminate, e l’inalazione di aerosol contaminati da goccioline respiratorie contenenti il virus. La maggior parte delle persone infette è del tutto asintomatica o ha sintomi simil-influenzali lievi, spesso accompagnati da alterazione del gusto e dell’olfatto; alcuni (in particolare gli anziani con comorbidità e i soggetti affetti da malattie cardiache, polmonari, renali o epatiche, diabete, condizioni di immunocompromissione o obesità grave) si ammalano gravemente e muoiono. I sintomi più gravi sono: dispnea, ipossia e ampie lesioni polmonari all’imaging che possono progredire fino al distress respiratorio acuto. Altri gravi complicanze includono: disturbi cardiaci (tra cui aritmie, cardiomiopatia e danno cardiaco acuto), disturbi della coagulazione (tra cui tromboembolismo e emboli polmonari, coagulazione intravascolare disseminata, emorragia e formazione di coaguli arteriosi), sindrome di Guillain-Barré (rara), sepsi, shock e insufficienza multiorgano, sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (rara).