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L'esperto risponde

Perchè si deve clorare? E perché declorare conviene?
Perchè si deve clorare? E perché declorare conviene?

Tutti i disinfettanti chimici nello svolgere la loro preziosa azione purtroppo causano la formazione di sottoprodotti di disinfezione. Quando il cloro è usato come disinfettante, si possono formare centinaia di sottoprodotti di disinfezione determina dalla composizione dell'acqua di cui ancora oggi se ne consce circa il 30%. 

L'addolcimento delle acque
L'addolcimento delle acque

Addolcire l'acqua significa che quando dell'acqua ricca di calcio e magnesio attraversa una resina in forma sodio, questi vengono trattenuti e scambiati con il sodio presente, il cui carbonato è perfettamente solubile e non determina precipitazioni di sorta.

L’ultrafiltrazione cos’è e a che cosa serve?
L’ultrafiltrazione: cos’è e a che cosa serve?

L'ultrafiltrazione è una tecnologia relativamente nuova usata per la rimozione di particelle fluttuanti, colloidi, batteri e virus. Tale tecnica sfrutta membrane fra 5 e 500 nm che in questi anni stanno assumendo sempre maggiore importanza nelle diverse applicazioni che richiedono filtrazioni spinte con reiezioni batteriche del 99,999 % con altissimi tassi di recupero, sino al 95%.

Che cosa è l’elettrolisi e a cosa serve?
Che cosa è l’elettrolisi e a cosa serve?

I nostri esperti fanno chiarezza su questo ben noto processo chimico-fisico che viene spesso utilizzato per truffare ignari acquirenti, creando inoltre dubbi e confusione sulla validità degli impianti a osmosi inversa

Conducibilità elettrica e residuo fisso
Conducibilità elettrica e residuo fisso

Che cosa è la conducibilità elettrica? E’ un parametro assimilabile al residuo fisso?

Il pH dell'acqua gassata
Il pH dell'acqua gassata

Fisiologicamente, l'acqua frizzante ha un pH fuoriscala rispetto a quanto previsto dal DM 31. Come comportarsi?

I PFAS: cosa sono e come si rimuovono
I PFAS: cosa sono e come si rimuovono

Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), note anche come perfluorati, sono inquinanti di origine antropica che derivano da aziende chimiche che producono derivati del fluoro con una vasta applicazione in vari settori industriali. Le tecnologie più efficaci per la rimozione dall’acqua dei PFAS sono l’osmosi inversa e l’adsorbimento con carboni attivi

Clorazione
Che cosa è la clorazione?

L'ipoclorito di sodio universalmente noto come Cloro ha in realtà una storia molto lunga perché la scoperta delle sue proprietà caratteristiche e prima utilizzazione  viene collocata attorno al 1785 quando il chimico francese Berthollet riuscì a sviluppare agenti di candeggiamento liquidi basati sull'utilizzo di ipoclorito del sodio. In Francia la prima azienda introdusse e commercializzò questo prodotto fu la Javel e da qui il suo nome in francese che tutt’ora viene definito come  'Eau de Javel'. L’ipoclorito di sodio inizialmente fu utilizzato esclusivamente per candeggiare il cotone, ma quando si evidenziarono le sue caratteristiche disinfettanti fu rapidamente utilizzato nella potabilizzazione delle acque.

Cosa si intende per osmosi inversa?
Cosa si intende per osmosi inversa?

Nel campo del trattamento dell’acqua sia industriale che domestico i sistemi che utilizzano il principio dell’ Osmosi Inversa per ottenere il loro scopo sono ormai diffusi in tutto il mondo, anche se tecnicamente non rappresenta e non è la scelta definitiva per la rimozione di qualunque contaminante, ma in realtà è il metodo più economico, pratico e sicuro per rimuovere il 95-99% di tutti i contaminanti presenti nell'acqua. Infatti, le membrane RO sono in grado di rimuovere tutte le particelle, i microrganismi e gli organici con peso molecolare maggiore di 100 dalton (incluso i pirogeni) con un meccanismo tipo setaccio molecolare. Le molteplici esperienze effettuate in campo su diverse applicazioni definiscono il principio affidabile e certo mentre il funzionamento di questi impianti è prevedibile e sicuro supportato da sistemi di calcolo elettronico che consentono di definire ogni parametro funzionale già in fase di studio del prodotto. Esistono diversi tipi di filtrazione tangenziale su membrana ma limiteremo in questo articolo all’esame delle sole membrane di nostro specifico interesse funzionati secondo il principio dell’osmosi inversa, considerando che in ogni caso le altre si differenziano per le diverse dimensioni dei pori e nelle caratteristiche del materiale, per esempio nelle membrane dell’osmosi inversa i pori sono i più piccoli. Per capire meglio le proporzioni si può immaginare che se ingrandissimo la superficie di un m2 di membrana quanto l’intero Oceano Pacifico, i pori dell’osmosi inversa sarebbero paragonabili a una piccola moneta, mentre quelli della nanofiltrazione ad un tappo di bottiglia e quelli dell’ultrafiltrazione ad un compact disc, quindi varia le dimensioni del setaccio molecolare.